lunedì 23 novembre 2009

Gli Auguri di Karibuni


GESU' PROFUGO (+Armando Franco *1922 +1997)
Nella ricorrenza del Natale si è soliti scambiarsi gli auguri: auguri di benessere, di buona salute soprattutto, oltre agli scopi che ci si possono prefiggere. E’ un modo anche per rinnovare i sentimenti di amicizia che legano due persone, sue famiglie, due gruppi. E in questo ci si dimentica che il primo augurio deve essere scambiato con il festeggiato. A Betlemme nacque un bimbo cui fu posto il nome di Gesù che significa “Dio salva”. Di questo bambino nato profugo in terra straniera si festeggia il compleanno. Nacque in terra straniera perché Maria e Giuseppe, uniti in matrimonio, si recarono a dare il proprio nome per il censimento ordinato da Cesare Augusto. In quel viaggio non trovarono alcuno che li ospitasse. E dopo aver chiesto all’albergatore del tempo, che certamente vedeva Maria in situazione avanzata di maternità, dovettero convenire che non c’era posto per essi: “Non c’era posto nell’alloggio”, dice l’evangelista Luca (2,7).
Non c’era posto. Non ce n’era allora, non ce n’è oggi. Non ci fu posto per Gesù, non ce n’è per tanti che portano il suo stesso nome di “uomo”. Non ce n’è per tanti extracomunitari, che pure sono in mezzo a noi, condividono con noi gioie e speranze, in molti casi sono diventati i nostri servitori.

Non c’è posto per essi, che consideriamo di razza inferiore, per il diverso colore della pelle, per la diversità di cultura, per mentalità religiosa, o per altri motivi.

Non c’è posto per essi, perché vivono clandestinamente, sono sbarcati all’improvviso, senza che nessuno li attendesse per accoglierli. Non c’è tuttora posto per essi, che sono sfrattati dalla nostra mensa, senza alcun segno di umanità verso di essi.

Non c’è posto per essi che supponiamo sfrattati dai loro paesi, perseguitati a ragione o a torto; non c’è posto per essi sfuggiti ad un agguato scampati a morte sicura, ricercati per essere distrutti.

Non c’è posto perché non vogliamo che i loro figli giochino con i nostri, perché il divertimento resti un affare di famiglia, privato.

Non c’è posto per essi che sappiamo dediti alla prostituzione e che guadagnano bene. E non pensiamo che c’è fra di noi chi ricorre a loro per soddisfare le proprie passioni, per ripromettersi lucrosi profitti. Non c’è posto per essi, che turbano i nostri sonno tranquilli, che non vogliamo vedere mendicare oggi, per non turbare la serenità di questo giorno. Ma è proprio sereno il giorno in cui non vedo che ogni uomo è mio fratello? L’augurio è allora questo: che il nostro sorriso raggiunga tutti gli uomini, di ogni colore, di ogni razza, di ogni religione e a ciascuno dica: tu sei mio fratello, auguri! Buon Natale!»

mercoledì 4 novembre 2009

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UN'IDEA SOLIDALE PER NATALE!





PROPOSTE PROGETTUALI PER IL RILANCIO DELLA MICROECONOMIA AGRO-ZOOTECNICA
DELLA PROVINCIA DI L’AQUILA

L’Azione Cattolica Italiana, il Movimento Lavoratori di AC e la Delegazione Regionale di Azione Cattolica Abruzzo-Molise, hanno stipulato un accordo di collaborazione con la Direzione Politiche Agricole e di Sviluppo Rurale della Regione Abruzzo.

L’emergenza principale, per il rilancio della microeconomia, è infatti attualmente legata al fatto che il mercato tradizionale dei piccoli negozi del tipico, della ristorazione, del turismo enogastronomico e naturalistico, con l’evento sismico è stato completamente azzerato. Le piccole aziende, oltre ai danni diretti sulle strutture, hanno quindi subito danni anche indiretti legati al crollo della propria economia.

Attraverso segnalazioni ed indagine diretta sul campo, con l’aiuto e l’assistenza delle Organizzazioni Professionali agricole, il Movimento Lavoratori di Azione Cattolica ha censito una serie di aziende che hanno segnalato la disponibilità di prodotti da esitare su un mercato da rilanciare e reinventare.

Oltre alla vendita di prodotti, i produttori si sono detti disponibili ad aprire le loro aziende a tutti coloro fossero interessati ai metodi di produzione, lavorazione, trasformazione dell’offerta, in quanto la “Filiera corta” ed il contatto diretto produttore-consumatore è la migliore formula per il soddisfacimento delle esigenze reciproche.

PROPOSTA:
ACQUISTO A DISTANZA DI PACCHI FAMIGLIA
DI PRODOTTI TIPICI ABRUZZESI,
ATTRAVERSO LA VENDITA DIRETTA DALLE AZIENDE AGRICOLE

I pacchi famiglia sono costituiti da prodotti a lunga conservazione che, quindi, non hanno problemi di spedizione, anche perché i produttori sono convenzionati con corrieri che a livello nazionale garantiscono la consegna al più presto a costi contenuti.

A seguito della stagionatura e del conseguente calo di peso dei formaggi e dei prezzi applicati su altre categorie merceologiche (miele, legumi, ecc...), derivanti questi ultimi dalla media dei prezzi di diversi fornitori, i produttori appartenenti al Consorzio Parco Produce hanno dovuto rivedere alcuni dettagli della fornitura così come inizialmente formulata, ritoccando i prezzi di ciascun pacco proposto, pur potendo garantire standard qualitativi assolutamente sicuri e di elevata qualità. Si fa presente inoltre che i costi di trasporto, soprattutto per i pacchi da 30 Euro, incidono in maniera rilevante sul prezzo finale.
Per ordini collettivi i prezzi rimangono comunque invariati.

PER INFORMAZIONI E ORDINI:
link http://supportabruzzo.azionecattolica.it/?q=node/10


Telefonare allo 06661321
Inviare fax allo 0666132360
oppure scrivere a: supportabruzzo@azionecattolica.it.

martedì 3 novembre 2009

XIX Dossier Statistico Immigrazione Caritas - Migrantes




Caritas: oltre 4 milioni gli immigrati in Italia

(Teleborsa) - Roma, 28 ott - E' stato presentato oggi il XIX Dossier Statistico Immigrazione Caritas - Migrantes, che evidenzia un'immigrazione in crescita anche nello scenario di crisi economica e occupazionale, delineatosi alla fine del 2008 e rafforzatosi nel corso del 2009. L'aumento annuo di 250 mila unità, considerato nelle previsioni dell'Istat come scenario alto, è risultato inferiore a quanto effettivamente avvenuto (+458.644 residenti nel 2008, +13,4% rispetto all'anno precedente).
I cittadini stranieri residenti, si legge nella scheda di sintesi del rapporto, erano 2.670.514 nel 2005 e sono risultati 3.891.295 alla fine del 2008, ma si arriva a circa 4.330.000 includendo anche le presenze regolari non ancora registrate in anagrafe. Incidono, quindi, tra il 6,5% (residenti) e il 7,2% (totale presenze regolari) sull'intera popolazione; ma il dato arriva al 10% se si fa riferimento alla sola classe dei più giovani (minori e giovani fino ai 39 anni). Se poi si tiene conto che la regolarizzazione di settembre 2009, pur in tempo di crisi, ha coinvolto quasi 300 mila persone nel solo settore della collaborazione familiare, l'Italia oltrepassa abbondantemente i 4,5 milioni di presenze: siamo sulla scia della Spagna (oltre 5 milioni) e non tanto distanti dalla Germania (circa 7 milioni).

Il 2008 è stato il primo anno in cui l'Italia, per incidenza degli stranieri residenti sul totale della popolazione, si è collocata al di sopra della media europea e, seppure ancora lontana dalla Germania e specialmente dalla Spagna (con incidenze rispettivamente dell'8,2% e dell'11,7%), ha superato la Gran Bretagna (6,3%). Nei Paesi di più antica tradizione migratoria, però, è molto più elevato il numero di cittadini nazionali di origine immigrata, essendo più agevole la normativa sull'accesso alla cittadinanza: in Francia il 23% della popolazione ha genitori o nonni di origine immigrata; in Germania, mentre i cittadini stranieri sono scesi a circa l'8%, quelli con un passato migratorio raggiungono ben il 18%. In Italia, dove questa distinzione non è statisticamente agevole, nel 2008 si è giunti a quasi 40 mila casi di acquisizione di cittadinanza a seguito di matrimonio o di anzianità di residenza. Continua a prevalere la presenza di origine europea (53,6%, per più della metà da Paesi comunitari). Seguono gli africani (22,4%), gli asiatici (15,8%) e gli americani (8,1%). Risulta fortemente attenuato il policentrismo delle provenienze, che per molti anni è stato una spiccata caratteristica dell'immigrazione italiana: le prime 5 collettività superano la metà dell'intera presenza (800 mila romeni, 440 mila albanesi, 400 mila marocchini, 170 mila cinesi e 150 mila ucraini). A livello territoriale il Centro (25,1%) e il Meridione (12,8%) sono molto distanziati dal Nord quanto a numero di residenti stranieri (62,1%), così come il Lazio (11,6%) lo è dalla Lombardia (23,3%), tra l'altro preceduto, seppure di poco, dal Veneto (11,7%).
Il dinamismo della popolazione straniera è da ricondurre principalmente alla sua evoluzione demografica da una parte e alla domanda di occupazione del Paese dall'altra, mentre influiscono in misura veramente minima le poche decine di migliaia di sbarchi, pari a meno dell'1% della presenza regolare. Nel 2008 sono state 36.951 le persone sbarcate sulle coste italiane, 17.880 i rimpatri forzati, 10.539 gli stranieri transitati nei centri di identificazione ed espulsione e 6.358 quelli respinti alle frontiere. Non si tratta neppure di un cinquantesimo rispetto alla presenza di immigrati regolari in Italia, eppure il contrasto dei flussi irregolari ha monopolizzato l'attenzione dell'opinione pubblica e le decisioni politiche; tanto più che il rapporto tra allontanati e intercettati è di 34 ogni 100 (il più basso dal 2004) e si registra una crescente confusione tra immigrati "clandestini", irregolari, richiedenti asilo e persone aventi diritto alla protezione umanitaria.


28/10/2009 "Repubblica"