venerdì 21 ottobre 2011

Presentazione nazionale del XXI Rapporto sull’immigrazione


Roma, giovedì 27 ottobre 2011 ore 10.30
Teatro Orione, Via Tortona 7 (piazza re di roma)

Presentazione nazionale del XXI Rapporto sull’immigrazione, realizzato in collaborazione con organizzazioni internazionali, strutture pubbliche e associazioni. Il volume verrà distribuito gratuitamente ai partecipanti.

Come ogni anno, avverranno contemporaneamente presentazioni locali del dossier in tante città di tutta la penisola!

Interventi della presentazione nazionale
Saluto introduttivo del Comitato di Presidenza Caritas/Migrantes
Mons. Vittorio Nozza, Direttore Caritas Italiana

Video sul Dossier 2011 di RaiNews
Giuseppe Rogolino, Responsabile Comunicazione e Ufficio Stampa RaiNews

I punti salienti del 21° Rapporto
Franco Pittau, Coordinatore Dossier Statistico Immigrazione Caritas/Migrantes

Il punto di vista degli immigrati
Amara Lakhous, Scrittore italo-algerino

Il punto di vista della comunità ecclesiale
S. E. Mons. Giuseppe Merisi, Presidente Caritas Italiana

Il punto di vista degli Enti Locali
Flavio Zanonato, Sindaco di Padova e Delegato Anci per l’immigrazione



Informazioni generali


Dossier Statistico Immigrazione Caritas/Migrantes: tel. +39 06.66514345
idos@dossierimmigrazione.it – www.dossierimmigrazione.it

Karibuni: un anno al servizio degli immigrati e degli indigenti






L’ Associazione di Volontariato “Karibuni” di Latiano ha tracciato nei giorni scorsi , per mano del suo presidente pro-tempore Pierpaolo Di Bello, un Bilancio delle attività che hanno accompagnato la compagine associativa in questo primo anno di vita.
Karibuni, nata nel 2010 come “gesto concreto “ del Progetto Policoro della Diocesi di Oria ha tra le sue finalità assistenza sociale , integrazione, alfabetizzazione di cittadini immigrati e alle persone svantaggiate e meno abbienti.
• Si iscrive al Centro Servizi per il Volontariato della Provincia di Brindisi, entra a far parte del Comitato Consultivo Misto dell’ ASL BR come associazione operate per i servizi sanitari e sociali rivolti ad immigrati. Si associa, inoltre , al Centro Nazionale per il Volontariato di Lucca. Si Iscrive all’Albo delle Associazioni di Volontariato del Comune di Latiano.
• Stringe accordi e protocolli d’intesa in particolar modo con il C.A.R.A. di Brindisi , attuando dei progetti di integrazione nelle famiglie latianesi con dei laboratori artistici e creativi. Oltre a fare “rete” con associazioni che si occupano delle problematiche dell’immigrazione.
• Il 6 Marzo 2010 partecipa insieme ad altre organizzazioni sociali alla “Raccolta Alimentare del Banco delle Opere di Carità” presso gli Ipermercati di Mesagne (Auchan) e Brindisi (Ipercoop). Nello stesso mese stringe un convenzione con il Banco delle Opere di Carità per il sostegno alimentare alle famiglie immigrate e non di Latiano e dei paesi che ricadono nel territorio della Diocesi di Oria.
• Partecipa all’iniziativa “Scuola & Solidarietà” del CSV di Brindisi , promuovendo l’Associazione e l’integrazione degli Immigrati nelle Scuole Medie Inferiori di Francavilla e Villa Castelli.
• In Aprile partecipa alla campagna “Bonsai ANLAIDS” contro l’AIDS
• Nei mesi di Maggio, giugno e Luglio partecipa alle “Feste dei Popoli “ e alle “Giornate del Rifugiato” e “feste del Volontariato” organizzate da Associazioni che si occupano di Immigrazione.
• A Settembre 2010 viene presentato il progetto “ Social Point Karibuni”. Il progetto “avvocati di strada” (poi modificato in “ SOCIAL POINT KARIBUNI” per via di una similitudine allo sportello di una Onlus che si chiama appunto – Avvocati di Strada-) che nasce per fornire prima assistenza e orientamento legale gratuito ai destinatari del progetto : Immigrati ,disoccupati, senza fissa dimora, padri separati, donne sole o con figli minori, e quanti non possono usufruire del gratuito patrocinio dello Stato.
Sono coinvolti nel progetto l’A.I.G.A. (Associazione Italiana Giovani Avvocati) – sezione provinciale di Brindisi e NUVOLA consorzio di cooperative sociali di Francavilla Fontana. Oltre che a professionisti volontari tra cui Assistenti sociali, Avvocati, Mediatori, Psicologi, Medici ecc…..
I primi 6 mesi del 2011 l’associazione è stata impegnata con i corsi di lingua italiana per stranieri e con il Social Point. Ed è proprio il Social Point Karibuni che ha al suo attivo più di 60 richieste di aiuto e/o intervento sia nel territorio latianese che nelle provincie di Brindisi e Taranto.
Inoltre grazie alla convenzione con il banco delle opere di carità , i volontari hanno sostenuto dal 1 gennaio 2011 ad oggi più di 100 indigenti della città .
Distribuendo gratuitamente:
1.095 kg di pasta 342 kg di biscotti 54 kg di fette biscottate 600 litri di Latte 260 kg di riso 20 kg di burro 240 kg di farina 450 kg di formaggio 80 kg di alimenti per l’infanzia Tenendo impegnati settimanalmente i volontari nella distribuzione dei sostegni alimentari presso le famiglie.
“Il Social Point e il sostegno alimentare agli indigenti sono i due “gioielli “ dell’attività volontaria di Karibuni su Latiano – ha commentato il Presidente Pierpaolo Di Bello -. Ci stiamo attivando per cercare una sede per potere continuare a svolgere il nostro servizio per il paese . Karibuni ha bisogno di una sede per poter lavorare più incisivamente con i suoi volontari professionisti: avvocati, assistenti sociali, psicologi,mediatori culturali, traduttori eccc…” non trovando un punto di riferimento e di distribuzione – continua Di Bello – saremo costretti ad interrompere dal 2012 il sostegno alimentare. Faccio appello alla gente di buona volontà che voglia offrire in uso gratuito un locale affinchè Karibuni possa ancora fare del bene per Latiano.”

giovedì 14 luglio 2011

Karibuni e Tulime fanno rete. Firmato un protocollo d'intesa




COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO
ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO “KARIBUNI” LATIANO BR
E
ASSOCIAZIONE DI COOPERANTI “TULIME” DELEGAZIONE PUGLIA

Nei giorni scorsi è stato firmato a Latiano (Br) un protocollo d’intesa tra l’Associazione di Volontariato “ Karibuni” di Latiano, presieduta da Pierpaolo Di Bello e tra la Delegazione Pugliese dell’Associazione di Cooperanti “ Tulime” rappresentata dal Dott. Gianfranco Gatti.
Oggetto del protocollo è:
• realizzare progetti di cooperazione allo sviluppo che rispondono a precise richieste delle comunità interessate, per assicurare loro la gestione autonoma del proprio futuro.
• assistere le popolazioni vittime di conflitti o di catastrofi naturali. Fornire cibo e generi di prima necessità,assistenza medica e psicologica e avvia la ricostruzione di abitazioni e infrastrutture pubbliche. Inoltre, predisporre programmi di formazione volti alla prevenzione e alla gestione di disastri ambientali.
• Sostenere e promuovere la difesa dei diritti universali dell’uomo adoperandosi nella lotta contro ogni forma di razzismo(attraverso la promozione di eventi, manifestazioni,giornate di studio, seminari, dibattiti ecc., nel territorio in cui le associazioni svolgono le proprie attività).
• Promuovere una cultura di pace e solidarietà.
• Promuovere il dialogo interculturale per la tutela, la divulgazione e la valorizzazione del patrimonio umano e culturale dei paesi terzi per contribuire allo sviluppo di una cultura di pace di solidarietà e di salute generale.
• Promuovere lo sviluppo del commercio equo e solidale e del credito etico.
• Mediazione culturale e accoglienza-integrazione dei migranti, dei profughi e dei richiedenti asilo (con iniziative e progetti finalizzate all’informazione e sensibilizzazione delle opportunità e problematiche presenti nel territorio con l’obiettivo di promuovere l’inclusione sociale); collaborando con strutture già esistenti che accolgono rifugiati e richiedenti asilo.
• Promuovere le Associazioni sul territorio attraverso incontri culturali, spettacoli, rappresentazioni teatrali, feste dei popoli, fiere ecc.
Pertanto si è convenuto quanto segue:
1) L’Associazione di Volontariato “Karibuni” collaborerà con TULIME per la organizzazione di Laboratori, manifestazioni, promozioni sul territorio, eventi di comunicazione del fenomeno dell’immigrazione e tutto ciò che è necessario a favorire una valutazione nell’opinione pubblica dell’immigrato;
2)Promozione della cooperazione internazionale con progetti di sviluppo ed educazione allo sviluppo;
3) Iniziative per portare avanti l’adozione del villaggio Kitowo(Tanzania).

Le Associazioni:
TULIME
Tulime è un associazione di Cooperanti sorta nel 2001 dall'incontro
tra Fra’ Paolo, della missione dei Frati Minori Rinnovati in Tanzania
e un gruppo di ragazzi siciliani.

Si è scelto di chiamarla Tulime, che in Swahili è il congiuntivo
esortativo del verbo coltivare, perché si è cominciato questo nostro
percorso coltivando alberi e sogni.

Col tempo Tulime è cresciuta anche in Italia aprendo varie sedi
operative in molte regioni tra cui la Puglia. In questo senso si è
cercato di avviare un nuovo metodo di cooperazione chiamato
"cooperazione di comunità" con la quale ogni gruppo regionale crea un
legame diretto con un villaggio adottandolo. Il gruppo di Latiano e
Villa Castelli ha scelto di legarsi con il villaggio Kitowo (che vuol
dire albero da frutto). L’intento è quello di creare in Italia gruppi
di donatori che si associno all’interno di piccole realtà individuate
con il nome dei villaggi che hanno formalmente adottato. I gruppi si
impegneranno a supportare dei progetti concordati tra Tulime e il
villaggio per far fronte ai bisogni dei villaggi.

KARiBUNI
Nel febbraio 2010 E' nata ufficialmente l'Associazione di Volontariato "Karibuni". Gesto concreto promosso dal Progetto Policoro della Diocesi di Oria e sostenuto dal Consorzio di Coop. Sociali Nuvola di Francavilla.
Tra le principali finalità:
A) DIRITTI CIVILI
1) promuovere iniziative per favorire l’inserimento e l’integrazione di persone provenienti da paesi stranieri, apolidi e rifugiati politici presenti nella provincia di Brindisi o comunque nel territorio regionale pugliese;
2) accogliere temporaneamente cittadini immigrati sostenendoli nella ricerca di autonomia e integrazione;
3) accogliere con un tempo prolungato, cittadini immigrati in difficoltà con problemi di inserimento sul territorio e quindi di divenire punto di riferimento per tutti gli immigrati che non hanno la possibilità di gestirsi autonomamente;
4) accogliere donne italiane ed immigrate in difficoltà, sole o con bambini;
5) aiutare nella ricerca di un lavoro e di un alloggio;
6) essere di sostegno per il disbrigo di tutte le pratiche burocratiche inerenti il soggiorno in Italia di persone straniere;
7) Indire ed erogare:
– Corsi di alfabetizzazione per l’insegnamento della lingua italiana;
– Corsi di formazione di vario tipo e livello;
– Laboratori professionali(es.: pittura, scultura, decorazione, falegnameria, restauro ecc);
– Corsi d’informatica;
8) divulgare e sensibilizzare nelle scuole, negli oratori o in altre associazioni di volontariato sui temi dell’immigrazione; organizzare attività di socializzazione con incontri sportivi, feste dei popoli mostre d’arte proiezioni ecc.;
9) informare tramite un periodico e un sito internet sulle attività associative e sulle problematiche dell’immigrazione;
10) Promuovere insieme alle realtà di natura religiosa attività di accoglienza, di condivisione e di dialogo interreligioso. Organizzare incontri ecumenici di preghiera e collaborare a titolo esemplificativo e non esaustivo, con gli uffici di Pastorale Sociale, Caritas, pastorale giovanile e Migrantes della Diocesi, e della Conferenza Episcopale.
11) progetti di cooperazione internazionale;
12) progetti che favoriscono l’associazionismo familiare; Sostegno a famiglie affidatarie e adottive;
13) organizzare campi di lavoro e di conoscenza in Italia e all’estero; nonchè altre attività utili a perseguire gli scopi e le finalità dell’associazione.

B) ASSISTENZA SOCIALE E SOCIO SANITARIA
1) organizzare servizi sociali ed assistenziali, anche domiciliari, per il sostegno a cittadini anziani, diversamente abili, dializzati immigrati e comunque in condizioni anche temporanee di difficoltà;
2) promuovere ed organizzare la solidarietà sui problemi della solitudine e del dolore, istituendo anche specifici servizi;
3) creare e/o gestire centri ricreativi e/o sociali e di iniziative ricreative e/o sociali finalizzate all’animazione del tempo libero di anziani (es. Centri diurni), bambini (es. Ludoteche) giovani (es. Centri Giovanili\oratori)e immigrati;
4) creare e/o gestire servizi di assistenza sociale e di formazione extra-scolastica nei confronti di uomini e donne svantaggiati in ragione di condizioni fisiche, psichiche, economiche, etniche , sociali o familiari:
5) organizzare la formazione del volontariato;
6) creare delle sezioni di carattere storico, sportivo, ricreativo, turistico, fiscale, medico scentifico e per tutto quello oggi non prevedibile, ma comunque socialmente utile;
7) promuovere iniziative di informazione e formazione sanitaria e di prevenzione della salute nei suoi vari aspetti sanitari e sociali; la ricerca medico scientifica; la donazione di sangue e organi;
8) promuovere e/o gestire e organizzare:
– Servizi di diagnostica medico sanitario;
– Servizi sanitari ad ammalati e feriti a mezzo di auto ambulanza;

Da circa un anno l’Associazione Karibuni ha attivato sul territorio il progetto “social point” uno sportello legale e sociale per immigrati e non. Inoltre da gennaio Karibuni è convenzionata con il Banco delle Opere di Carità per il sostegno alimentare alle famiglie. “Purtroppo – commenta Pierpaolo di Bello presidente dell’Ass. Karibuni - per la scarsa attenzione dell’Amministrazione Comunale latianese le nostre attività subiscono un freno per la mancanza di un locale dove poter svolgere queste attività sociali. Pur constatando che ci sarebbe la possibilità di aiutare altre associazioni (oltre a quelle poche che ce l’hanno già un locale -comunale- , compresi enti privati ed associazioni con bilanci di decine di migliaia di euro che si potrebbero permettere un affitto lasciando i locali comunali a chi vive ed opera solo e soltanto con autofinanziamento e opera volontaria)… sicuramente manca la volontà. Staremo a vedere – continua Di Bello – in questi giorni invierò, anche a nome di Tulime, l’ennesima richiesta al comune per un locale; vedremo se oltre al “Giardino del Palazzo Imperiali” (iniziativa lodevole) da usare come contenitore culturale ed ai cartelloni dell’estate latianese ”, si dia la possibilità a dei volontari di aiutare concittadini e non , che sono in difficoltà ogni giorno,e a famiglie che anche con un reddito medio-basso hanno difficoltà a fare la spesa….”

Latiano ,14 luglio 2011

f.to Dott. Gianfranco Gatti Sig. Pierpaolo Di Bello

lunedì 16 maggio 2011

K A R I B U N I - C E R C A - C A S A


K A R I B U N I - C E R C A - C A S A
la nostra associazione al fine di migliorare il proprio servizio gratuito di SEGRETARIATO SOCIALE con il Progetto SOCIAL POINT e il sostegno alimentare alle famiglie, alle donne sole con bambini, agli immigrati in collaborazione con il Banco delle Opere di Carità, cerca nel Comune di Latiano una persona di buona volontà che metta a disposizione un locale (anche piccolo) per la nostra attività associativa. I nostri contatti : tel 347.40.93.205 mail: associazione.karibuni@gmail.com

sabato 2 aprile 2011

Pisanello: "Accoglienza nel nostro Dna La nostra Caritas è pronta ad aiutare"


Il vescovo di Oria: "Credo sia giusto vigilare
Ma non vinca la paura. L'emergenza è internazionale"


http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2011/29-marzo-2011/pisanello-accoglienza-nostro-dnala-nostra-caritas-pronta-ad-aiutare-190331185158.shtml




BARI - «Le autorità fanno bene a vigilare e adottare le precauzioni necessarie. Ma la nostra attitudine, di italiani e di cristiani, è quella dell’accoglienza». Sono parole di monsignor Vincenzo Pisanello, 52 anni, leccese di Galatina, vescovo della diocesi Oria, nella cui giurisdizione rientra la vicina Manduria e la tendopoli che lì è stata allestita.
Cosa pensa, eccellenza, della situazione e delle inquietudini che il campo provoca nella popolazione locale?
«C’è un’emergenza internazionale di cui tener conto e il cristiano deve vivere il sentimento dell’accoglienza: direi che fa parte del nostro dna. Questo non significa non prestare attenzione al diritto internazionale: l’accoglienza e la permanenza vanno assicurate a determinate condizioni. Ma in ogni caso si deve accogliere, si deve aiutare, si deve tendere la mano».
Delle inquietudini cosa dice?
«Sono convinto che i timori nascano dal fatto di non sapere quel che si sviluppa nel luogo di provenienza di questi immigrati. E anche nel posto in cui li si accoglie. Non sono criminali, scappano da situazioni di crisi acute».
Ritiene giusto prestare attenzione alla distinzione giuridica di chi arriva e parlare di "profughi", "richiedenti asilo", "irregolari"?
«Certamente sì. Non mi sfugge la preoccupazione di quanti temono l’infiltrazione di persone pericolose, terroristi in particolare, nelle fila di chi sbarca in Italia. Sono convinto tuttavia che i nostri organi di polizia siano attenti e vigilino adeguatamente».
Il governatore Vendola propone un permesso di soggiorno temporaneo per chi si trova a Manduria. Condivide?
«Non conosco le norme che regolano questa materia. La condizione di questi immigrati nelle tendopoli deve essere certamente provvisoria e diventare più confacente alla dignità umana. Se la misura proposta è possibile, se riesce a garantire la dignità delle persone, se può essere la soluzione al problema, non ho difficoltà ad accettarla. Si comprenda come funzioni e la si renda esplicita».
Come giudica il fenomeno delle ronde attorno al campo di Manduria?
«Non giudico, caso mai indico il mio punto di vista. Le ronde nascono da un sentimento di paura, ingenerate da frasi pronunciate in modo maldestro dai media. Se si dice che possa trattarsi di terroristi, la gente si spaventa. Se si prefigura la loro permanenza per dieci anni, si registrano preoccupazioni, anche di tipo economico: se il lavoro manca per noi, come darlo a questi altri? Ma il sentimento vero deve essere quello dell’accoglienza. Anche la nostra Caritas regionale ha offerto la propria disponibilità a soccorrere questa umanità che soffre».
La Caritas ha stanziato delle risorse per i soccorsi?
«Per ora nessuno stanziamento, se serve lo farà. La Caritas offre il proprio supporto e il proprio intervento. Come diocesi ci stiamo attenendo a quello che suggeriscono le autorità civili».
Si prova difficoltà nel pensare che gli ospiti del campo sono quasi tutti musulmani?
«Per nulla. Non cambia niente, è umanità. Un uomo che soffre è sempre l’immagine di Dio».
Cosa pensa della proposta del governatore siciliano, Raffaele Lombardo, di allestire campi «in val Padana»?
«(ride) Sono beghe da non tener presenti, è come benzina sul fuoco, meglio lasciar correre. Ognuno di noi deve dare quello che ha nel cuore. Come italiani e come cristiani abbiamo nel cuore l’accoglienza».

Francesco Strippoli
29 marzo 2011

martedì 15 marzo 2011

La Chiesa in Italia e l’educazione dei giovani alla pace e al servizio



Pubblicata su Azione Cattolica Italiana (http://www2.azionecattolica.it)



+ Mariano Crociata


Il servizio civile degli obiettori di coscienza, ieri, così come quello dei giovani volontari, oggi, costituisce un prezioso patrimonio, un luogo in cui, soprattutto grazie a Caritas Italiana, la Chiesa si è fatta prossima al mondo giovanile, indicandogli la strada del servizio e della pace. Il valore di questa presenza appare con maggiore evidenza se la situiamo nel contesto degli anni Settanta: il mondo giovanile era attraversato da attese di cambiamento sociale, ma anche da una drammatica spirale di violenza politica che lo insanguinò per anni. Ebbene, la scelta di indicare a quella generazione di giovani il rifiuto delle armi e il servizio agli altri come possibilità di un modo diverso di vivere, appare oggi con chiarezza come una straordinaria testimonianza evangelica ed ecclesiale. Un segno di contraddizione e, insieme, una scelta educativa, espressione di un modo diverso di concepire e vivere la costruzione del bene comune.
Non mi sembra improprio mettere accanto a figure come quelle di Vittorio Bachelet, Aldo Moro, Luigi Calabresi e tanti altri, che hanno pagato con la vita il loro agire da cristiani, la testimonianza operosa e pacifica che migliaia di giovani hanno saputo dare al nostro Paese in un tempo drammatico.
La fecondità di quella scelta è testimoniata anche dalla compagnia delle associazioni e dei movimenti ecclesiali che spesso hanno costituito l’humus nel quale sono maturate le scelte all’obiezione e al servizio di molti giovani. A loro volta, queste diverse espressioni della vita ecclesiale hanno ricevuto tanto dalla presenza, nelle proprie fila, degli obiettori di coscienza; forte è stata anche la sintonia tra esse e Caritas Italiana, come testimoniato anche dai cammini comuni che portarono, nel 1982, all’organizzazione della prima Conferenza nazionale degli obiettori promossa dalla stessa Caritas, dall’Azione Cattolica, da Comunione e Liberazione, dall’Agesci e dalle Acli.
Questa compagnia è diventata poi cammino comune quando, a partire dal 2003, si è dato vita al Tavolo Ecclesiale sul Servizio Civile, un coordinamento di organismi della Chiesa in Italia che promuove il servizio civile come importante esperienza formativa, di servizio agli ultimi, di testimonianza dei valori della pace, della giustizia, della cittadinanza attiva e della solidarietà. Al Tavolo (che non casualmente nacque poche ore dopo l’udienza concessa da Giovanni Paolo II) aderirono sin da subito alcuni Uffici della Cei (l’Ufficio nazionale per la Cooperazione Missionaria tra le Chiese, l’Ufficio nazionale per i Problemi Sociali e il Lavoro, il Servizio nazionale per la Pastorale Giovanile), e poi anche l’Azione Cattolica Italiana, la Fondazione Migrantes e Caritas Italiana, che ne coordina le attività. Dal 2006 al Tavolo hanno aderito anche altri organismi, associazioni, movimenti ed enti accreditati che, riconoscendosi in quelle finalità, contribuiscono alle sue iniziative e alla riflessione comune: ACLI, AGESCI, Misericordie, Comunità “Papa Giovanni XXIII”, Confcooperative–Federsolidarietà, Cenasca-Cisl, Centro Sportivo Italiano, Volontari nel mondo–FOCSIV, GAVCI, Federazione SCS/CNOS, CDO Opere Sociali e Anspi.
Mi sembra, quella del Tavolo, una significativa esperienza di lavoro comune, capace di costruzione di una efficace rete all’interno dei nostri territori.
Quando agli inizi degli anni Duemila si prospettò anche per l’Italia la fine della leva obbligatoria, furono in molti a temere la fine dell’esperienza del servizio civile. Nacque anche un “cartello” di enti e associazioni, tra cui molti di area ecclesiale, “a difesa del servizio civile”. E subito dopo l’approvazione della legge istitutiva del “nuovo” servizio civile nessuno sapeva se la proposta di un servizio per un anno, aperta per la prima volta anche alle donne, avrebbe incontrato il favore dei giovani. A leggere oggi i dati, si può dire che quei timori erano infondati; infatti sono stati utilizzati interamente i poco meno di trecentomila posti inseriti nei bandi emanati dal 2001 al 2010.
Il nuovo Servizio Civile Nazionale rimane dunque uno spazio di incontro con l'altro, di crescita, di servizio; uno spazio alternativo, non più e non solo alla scelta del servizio militare, ma ad alcuni pretesi “valori” di questo mondo, indicando sempre un’idea non individualistica della propria vita, aperta agli altri, capace di mettersi a servizio, di confronto, di dialogo, in un tempo segnato anche da grandi sfide come, ad esempio, quella migratoria.

A rischio irrilevanza
Occorre tuttavia rilevare che, come tumultuosa è stata la crescita quantitativa del nuovo servizio civile nei primi anni, così progressiva e sempre più pesante è stata la frenata imposta a tale crescita. Oggi, infatti, a dieci anni esatti dall’inizio di questa nuova esperienza, il dato incontestabile da cui partire è il progressivo inaridimento degli spazi offerti ai giovani per forme di educazione alla cittadinanza e al servizio. Tale inaridimento è stato causato principalmente da una progressiva “disattenzione” dello Stato nei confronti di questa esperienza e dalla consistente riduzione dei finanziamenti ad essa dedicati, anche a prescindere dalle ristrettezze di bilancio imposte dall’attuale crisi economica.
Le prospettive per il 2011-2013, stanti le disponibilità finanziarie contenute nella “Legge di stabilità” approvata a fine 2010 (nella quale è stata stanziata la somma più bassa destinata al servizio civile in tutto il decennio), prefigurano un’ulteriore diminuzione del numero di volontari.
Se la scarsità di risorse dovesse risultare confermata, il servizio civile è condannato all’insignificanza quantitativa e, di fatto, alla sua irrilevanza. Per essere significativo, infatti, e incidere sulla vita dei giovani del nostro Paese, se vogliamo cioè che questa esperienza contribuisca veramente a formare cittadini responsabili e solidali, non possiamo limitare il servizio civile a un’élite.

Un valore per la comunità
L’esperienza del servizio civile è stata ed è un’esperienza di educazione civica, una scuola di cittadinanza, nella quale i giovani si ritrovano a misurare le proprie aspirazioni, vite, atteggiamenti anche in relazione alle istituzioni. Attraverso l’esperienza del servizio civile abbiamo offerto ai giovani la possibilità di crescere nella consapevolezza dei valori della solidarietà e della responsabilità condivisa, che hanno un ruolo centrale nel Magistero sociale della Chiesa, ma anche della partecipazione democratica alle sorti del Paese.
Oggi, a pochi giorni dalle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, è importante ricordare come la partecipazione dei cattolici alla costruzione del Paese sia passata negli ultimi decenni anche attraverso l’esperienza di tanti giovani che, col servizio civile, hanno inteso apportare il proprio contributo al progresso della comunità e alla costruzione della cosa pubblica.
L’esperienza del servizio civile è stata e rimane per molti giovani anche una scuola di vita, nel senso che ha costituito per essi un momento per apprendere e vivere non solo alcuni valori, ma anche per imparare a compiere scelte personali. Il contatto con chi vive nel bisogno, in Italia e all’estero, ha fatto maturare una nuova sensibilità per il bene comune e l’attenzione all’altro, soprattutto se più debole.
La mission che il servizio civile riveste per i giovani che lo scelgono è ben sintetizzata nelle parole di Papa Benedetto XVI pronunciate nell’udienza ai giovani volontari del servizio civile nazionale del 28 marzo 2009, quando rivolgendosi direttamente a loro ebbe a dire: «Ciascuno, attraverso questa esperienza di volontariato, può rafforzare la propria sensibilità sociale, conoscere più da vicino i problemi della gente e farsi promotore attivo di una solidarietà concreta. È questo sicuramente il principale obiettivo del servizio civile nazionale, un obiettivo formativo: educare le giovani generazioni a coltivare un senso di attenzione responsabile nei confronti delle persone bisognose e del bene comune».
In precedenza, il Consiglio Permanente della CEI nel 2002 affermava: «In questi anni, attraverso la scelta dell’obiezione di coscienza e il Servizio Civile, è stata intessuta una trama di relazioni tra Chiesa, giovani e territorio che ha consentito di realizzare […] cammini di crescita umana e cristiana, di produrre significative esperienze di solidarietà». E il Santo Padre Giovanni Paolo II, nell’udienza concessa in Vaticano al personale in servizio civile l’8 marzo 2003, sottolineava come ciò ha reso possibile «la programmazione di itinerari di crescita umana e cristiana con significative e diversificate esperienze di solidarietà», anche grazie al particolare contributo che «tante donne, attraverso il servizio civile nazionale, hanno dato e continuano ad offrire al consolidarsi delle comunità civili ed ecclesiali».
È in questa prospettiva che, come Vescovi della Chiesa che vive in Italia, nel documento che traccia gli orientamenti pastorali per il decennio 2010-2020, Educare alla vita buona del Vangelo, abbiamo sottolineato che «vanno incentivate proposte educative e percorsi di volontariato adeguati all’età e alla condizione delle persone, mediante l’azione della Caritas e delle altre realtà ecclesiali che operano in questo ambito, anche a fianco dei missionari» (n. 39).
In questa direzione si pongono già le comunità, i centri diurni, le parrocchie, i centri di ascolto e di accoglienza, le cooperative di solidarietà sociale, i gruppi, le associazioni, gli istituti religiosi che hanno accolto e accolgono l’esperienza dei giovani in servizio civile: migliaia di centri operativi sparsi sul territorio dove i giovani hanno concretamente incontrato i poveri, sottraendoli spesso a quell’esclusione sociale che significa anche l’esclusione da circuiti relazionali accoglienti.
Senza presunzione, siamo convinti che, anche grazie all’opera degli obiettori di coscienza e ai giovani in servizio civile, le condizioni di vita di molti poveri, che hanno bussato alla porta delle nostre comunità o che ci hanno incontrato sulla propria strada, siano migliorate, ricevendo un aiuto per uscire dal bisogno e dal circuito delle indigenze. Anche questo è un segno di contraddizione per questo tempo, un segno nascosto da serbare nel nostro cuore.
Nel contempo, non si rifletterà mai abbastanza sul significato profondo che, nella vita di un giovane, può avere il trascorrere alcuni mesi di servizio accanto a un malato terminale, a un disabile, a un anziano, a un immigrato, a un minore a rischio, a un tossicodipendente, a un dimesso dall’ospedale psichiatrico. È innegabile il tributo che tanti giovani devono proprio ad essi, sì ai poveri, perché certamente il loro volto resterà impresso nel cuore e nella vita. Del resto, a volte è stato proprio grazie alla presenza degli obiettori e dei giovani in servizio civile che le nostre comunità cristiane hanno ingaggiato una pressante azione di civiltà a favore della dignità dei poveri del proprio territorio, operando scelte coraggiose, talora anche confrontandosi con determinazione con la politica o l’opinione pubblica dominante. Perché “fare la verità nella carità” non è senza costo o senza prezzo.
Proprio vivendo accanto ai poveri, gli obiettori hanno avuto la possibilità di coniugare il loro no alla violenza, soprattutto a quella strutturale, con l’impegno per una visione più ampia di difesa, una visione integrata, che mettendo come base del proprio significato la popolazione, e di preferenza le persone più indifese e più deboli, potesse allargare le proprie prospettive. E questo ha costituito una sfida per le stesse Chiese locali, perché le ha spinte a rileggere il proprio operato in termini di promozione, piuttosto che di assistenza, di liberazione, piuttosto che di semplice risposta a un bisogno concreto. Gli obiettori di coscienza un tempo e i ragazzi in servizio civile oggi, anche grazie alla loro dedizione in termini di tempo e di disponibilità, si sono rivelati utili antenne per cogliere i mutamenti che sono intervenuti nel mondo delle povertà in questi anni, contribuendo a dare risposte efficaci e adeguate ai tempi.

Una conclusione
Gli Orientamenti pastorali, citando il Santo Padre, osservano: «L’avvenire delle nostre società poggia sull’incontro tra i popoli, sul dialogo tra le culture nel rispetto delle identità e delle legittime differenze» (n. 14). Sono parole che ricordano il mandato che lo stesso Benedetto XVI rivolgeva a quanti abbracciano il servizio civile: «Siate, dunque, sempre e dappertutto strumenti di pace, rigettando con decisione l’egoismo e l’ingiustizia, l’indifferenza e l’odio, per costruire e diffondere con pazienza e perseveranza la giustizia, l’uguaglianza, la libertà, la riconciliazione, l’accoglienza, il perdono in ogni comunità».
Nel rinnovarvi il medesimo appello, rivolgo l’invito agli enti di ispirazione ecclesiale impegnati a seguire questa strada tracciata perché il servizio civile sia sempre più quel “percorso di vita buona” che è stato finora per la Chiesa e l’Italia tutta.
A tutti gli operatori impegnati in questo importante settore, ai responsabili degli enti, ai formatori e a tutti i giovani impegnati nel servizio civile in Italia e all’estero vada l’augurio più vivo di un buon cammino.

Intervento di mons. Mariano Crociata all’VIII Incontro nazionale annuale dei giovani in servizio civile - Roma, Domus Pacis, 12 marzo 2011

giovedì 10 febbraio 2011

Raccolta Alimentare – Regala un sorriso ad oltre 700000 persone bisognose


Il 5 marzo 2011 l'Associazione Karibuni aderirà alla Raccolta Alimentare, una delle più importanti iniziative del Banco delle Opere di Carità.


L’iniziativa coinvolge innumerevoli persone tra organizzatori, volontari e responsabili dei supermercati.

I volontari, posizionati fuori dai supermercati, chiederanno ai clienti di acquistare generi alimentari a favore delle persone indigenti.

Gli studenti che prenderanno parte all’iniziativa avranno diritto al rilascio di Crediti Formativi.

Per candidarsi basta inviare una mail a: associazione.karibuni@gmail.com

Volontariato e Terzo settore in un tempo di CRISI e crescita dei poveri


Volontariato e Terzo settore in un tempo di CRISI e crescita dei poveri

Venerdì 11 Febbraio 2011

ore 16,30 – 18,30
Auditorium Benedetto XVI c/o Banco delle Opere di Carità Puglia

S.S. 275 Km 23,600 – 73031 Alessano (Le) – tel. 0833 784105
Programma:
Saluti:

Arch. Luigi Nicolardi - Sindaco di Alessano

Mons. Vito Angiuli - Vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca

Don Nicola Macculi - Responsabile Regionale della Pastorale Sociali e del Lavoro

Interventi:

Diacono Prof. Luigi Tamburro – Presidente Nazionale del Banco delle Opere di Carità

Il ruolo educativo del Banco delle Opere di Carità


Mons. Vittorio Nozza – Direttore della Caritas Italiana

La Caritas per educare alla “fraternità”


Don Lucio Ciardo - Presidente del Banco delle Opere di Carità Puglia

Relazione sull’attività del Banco delle Opere di Carità nel 2010


Maria Antonietta Tagliaferro - Una ragazza che ha svolto il Servizio Civile:

L’anno di volontariato Sociale


Cesare Montinaro - Un volontario di un ente caritativo convenzionato con il Banco


Avv. Giuseppe Tamburro - Responsabile Raccolta Alimentare

La raccolta alimentare del 5 marzo 2011

martedì 18 gennaio 2011

FAMIGLIA CRISTANA PARLA DI NOI


ARTICOLO APPARSO SU " FAMIGLIA CRISTIANA " N. 2 DEL 9 GENNAIO 2011

mercoledì 12 gennaio 2011

‎...guarda oltre te stesso... apriti agli altri...
diventa VOLONTARIO di Karibuni...




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