sabato 2 aprile 2011

Pisanello: "Accoglienza nel nostro Dna La nostra Caritas è pronta ad aiutare"


Il vescovo di Oria: "Credo sia giusto vigilare
Ma non vinca la paura. L'emergenza è internazionale"


http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2011/29-marzo-2011/pisanello-accoglienza-nostro-dnala-nostra-caritas-pronta-ad-aiutare-190331185158.shtml




BARI - «Le autorità fanno bene a vigilare e adottare le precauzioni necessarie. Ma la nostra attitudine, di italiani e di cristiani, è quella dell’accoglienza». Sono parole di monsignor Vincenzo Pisanello, 52 anni, leccese di Galatina, vescovo della diocesi Oria, nella cui giurisdizione rientra la vicina Manduria e la tendopoli che lì è stata allestita.
Cosa pensa, eccellenza, della situazione e delle inquietudini che il campo provoca nella popolazione locale?
«C’è un’emergenza internazionale di cui tener conto e il cristiano deve vivere il sentimento dell’accoglienza: direi che fa parte del nostro dna. Questo non significa non prestare attenzione al diritto internazionale: l’accoglienza e la permanenza vanno assicurate a determinate condizioni. Ma in ogni caso si deve accogliere, si deve aiutare, si deve tendere la mano».
Delle inquietudini cosa dice?
«Sono convinto che i timori nascano dal fatto di non sapere quel che si sviluppa nel luogo di provenienza di questi immigrati. E anche nel posto in cui li si accoglie. Non sono criminali, scappano da situazioni di crisi acute».
Ritiene giusto prestare attenzione alla distinzione giuridica di chi arriva e parlare di "profughi", "richiedenti asilo", "irregolari"?
«Certamente sì. Non mi sfugge la preoccupazione di quanti temono l’infiltrazione di persone pericolose, terroristi in particolare, nelle fila di chi sbarca in Italia. Sono convinto tuttavia che i nostri organi di polizia siano attenti e vigilino adeguatamente».
Il governatore Vendola propone un permesso di soggiorno temporaneo per chi si trova a Manduria. Condivide?
«Non conosco le norme che regolano questa materia. La condizione di questi immigrati nelle tendopoli deve essere certamente provvisoria e diventare più confacente alla dignità umana. Se la misura proposta è possibile, se riesce a garantire la dignità delle persone, se può essere la soluzione al problema, non ho difficoltà ad accettarla. Si comprenda come funzioni e la si renda esplicita».
Come giudica il fenomeno delle ronde attorno al campo di Manduria?
«Non giudico, caso mai indico il mio punto di vista. Le ronde nascono da un sentimento di paura, ingenerate da frasi pronunciate in modo maldestro dai media. Se si dice che possa trattarsi di terroristi, la gente si spaventa. Se si prefigura la loro permanenza per dieci anni, si registrano preoccupazioni, anche di tipo economico: se il lavoro manca per noi, come darlo a questi altri? Ma il sentimento vero deve essere quello dell’accoglienza. Anche la nostra Caritas regionale ha offerto la propria disponibilità a soccorrere questa umanità che soffre».
La Caritas ha stanziato delle risorse per i soccorsi?
«Per ora nessuno stanziamento, se serve lo farà. La Caritas offre il proprio supporto e il proprio intervento. Come diocesi ci stiamo attenendo a quello che suggeriscono le autorità civili».
Si prova difficoltà nel pensare che gli ospiti del campo sono quasi tutti musulmani?
«Per nulla. Non cambia niente, è umanità. Un uomo che soffre è sempre l’immagine di Dio».
Cosa pensa della proposta del governatore siciliano, Raffaele Lombardo, di allestire campi «in val Padana»?
«(ride) Sono beghe da non tener presenti, è come benzina sul fuoco, meglio lasciar correre. Ognuno di noi deve dare quello che ha nel cuore. Come italiani e come cristiani abbiamo nel cuore l’accoglienza».

Francesco Strippoli
29 marzo 2011

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