lunedì 11 giugno 2012

Riflessioni...di Pierpaolo Di Bello

RIFLESSIONI… Questo 2012 che in realtà non è ancora l’annus orribilis delle Politiche Sociali locali (i nodi verranno al pettine nel 2013) , la tattica dei Sindaci è la medesima che fù di Fabio Massimo ai tempi delle guerre puniche: temporeggiare. Si riserva il il gruzzoletto per le prestazioni urgenti e inderogabili e per il resto si rimanda. La Legge 285 (quella che nel 1997 inaugurò la stagione delle sperimentazioni innovative nei servizi per la prima infanzia e della progettazione per il tempo libero e il sostegno alla genitorialità) per esempio, sembra evaporata: tanti comuni nemmeno fanno più i bandi e quei soldi vengono dirottati dai progetti sperimentali alla copertura dello strutturale. Altri comuni, specie i più piccoli, stanno uscendo dai piani di zona. I primi a saltare sono i servizi educativi leggeri, dai centri di aggregazione giovanili ai doposcuola…. Le amministrazioni comunali, in questi tempi di crisi dove la spesa per il Welfare và ad aumentare, invece di tagliare altri settori come per esempio la Cultura, taglia e/o riduce i servizi essenziali o aumenta il costo dei servizi, servizi mensa, scuolabus ecc… Anche l’inganno dell’Imu non aiuterà le entrate comunali. Infatti sarà una tassa dove i comuni ci metteranno la faccia e lo Stato incassa e spende altrove. Infatti almeno il 60% del totale andrà allo Stato. Un aiuto concreto alle amministrazioni comunali e alla comunità potrebbe provenire dal Terzo Settore (che già oggi si sostituisce ai “doveri” delle Istituzioni). Secondo Unioncamere, che ha appena presentato il suo rapporto 2012, quest’anno si bruceranno in Italia altri 130mila posti di lavoro, con l’occupazione dipendente che calerà di un ulteriore 1,1%. E il Dpef firmato da Monti, per dirla con Carlo Dell’Arringa, che insegna Economia politica all’Università Cattolica di Milano, “prevede si una piccola ripresa nel 2013, ma non abbastanza per creare nuova occupazione. Forse basterà per recuperare i posti perduti”. Eppure in un mercato del lavoro sempre più fosco, c’è un segmento che và controcorrente. O meglio, che è “anticiclico”. Tanto da far dire al Prof. Dell’Aringa che certo, “il Terzo Settore potrebbe giocare un ruolo importante facendo da leva per quelle risorse pubbliche che invece da sole e usate direttamente sarebbero sempre insufficienti”. Il Welfare locale non è più una questione che riguarda solo il comune, ma la comunità nelle sue espressioni più ampie. Si tratta solo di ascoltare la voce delle Organizzazioni di Volontariato , Cooperative Sociali presenti nel territorio comunale, rispolverare richieste e progetti che giacciono nei cassetti degli assessori di turno che per negligenza o disinformazione non si rendono conto dell’aiuto che potrebbero trarre dal lavorare INSIEME “compartecipando alla gestione del Walfare comunale!. Pierpaolo Di Bello *cooperatore sociale e Presidente dell’Associazione di Volontariato Karibuni (fonte: Vita)

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