venerdì 12 ottobre 2012

Finanziato il progetto In Media Res

Sul sito della fondazione Con il Sud http://www.fondazioneconilsud.it/ è stato pubblicato l'elenco delle 91 iniziative finanziate a valere sul bando "Sostegno a programmi e reti di volontariato 2011". Il progetto IN MEDIA RES (INtegrazione MEDIAzione REte Sud) è stato presentato dalla partnership Barvinok, Associazione della Comunità Ucraina in Sardegna (capofila), Foudu Dia C.A.R.A., Arcoiris Onlus, Labint (Laboratorio interculturale per l'integrazione), Africa e Mediterraneo, Integra solidale, Karibuni e Mediterraneo che hanno costituito una rete tra associazioni che operano nel campo dell'immigrazione nelle regioni Sardegna, Puglia e Basilicata. La rete è stata costruita sulla base di una visione comune, tra associazioni di piccola scala che lavorano per l’integrazione degli immigrati in contesti territoriali di piccola e media dimensione. Il coinvolgimento di attori di piccola scala presenta numerosi vantaggi. Oltre al fatto che possiedono un’expertise particolare e una conoscenza specifica del contesto (bisogni locali, aspettative,partecipazione comunitaria) hanno maturato relazioni fiduciarie con i destinatari finali e interazioni positive con le istituzioni locali e la società civile. Il valore aggiunto è quindi rappresentato dalla qualità delle relazioni che le associazioni della rete intrattengono con il loro contesto locale. Ciò si comprende meglio con la nozione di “prossimità”,che indica in quale misura gli attori sono vicini all’ambito di intervento e tra loro. La strategia è basata sulla attivazione di metodologie che implicano un approccio bottom up e partecipativo, attraverso lo sviluppo della comunicazione in rete. Altro elemento importante è la titolarità condivisa, che significa anche reciprocità. Relazioni tra pari, fuori dalla logica dell’assistenza, dove c’è uno superiore che insegna ed altri che imparano. Quindi, visione comune, sviluppo di azioni condivise, sussidiarietà orizzontale, e programma di sostegno inteso come strumento per consolidare attività interculturali, inserite in un processo relazionale di conoscenza,rispetto, riconoscimento di pari dignità, fiducia e dialogo tra pari.
“ La politica del “fare Rete” ha premiato ancora – ha commentato Pierpaolo Di Bello, Presidente dell’Associazione Karibuni , partner pugliese del Progetto Interregionale – e ci permette , nonostante il periodo di crisi, di avere importati finanziamenti per le nostre iniziative sociali a favore degli immigrati e delle professionalità che lavorano in questo campo".

domenica 7 ottobre 2012

Latiano: intervista a Said, titolare della macelleria halāl di via Martiri della Libertà

Said è un giovane marocchino di 29 anni. È nato a Loulad nella provincia di Settat, paese dell’entroterra marocchino a circa un centinaio di chilometri da Casablanca. Said proviene da una famiglia di macellai, infatti a Loulad assieme al padre e al fratello gestivano una macelleria. Da circa 11 anni Said si è trasferito in Italia: prima a Perugia dove ha vissuto per circa 9 anni, poi, da circa due anni, a Latiano. Qui ha continuato il suo mestiere originario aprendo una macelleria halāl (حلال). Secondo la cultura islamica (anche quella ebraica prevede qualcosa del genere col cibo Kosher) il cibo, tra cui la carne, deve essere preparato e consumato secondo le prescrizioni dell’Islam; il termine halāl infatti nelle sue comuni accezioni di lecito, permesso, legittimo ci riporta a prescrizioni religiose che regolano norme comportamentali. Meglio però se a parlarci della macellazione halāl sia lo stesso Said.
Said cos’è la macellazione halāl? La macellazione halāl prescrive innanzitutto che l’animale deve essere macellato esclusivamente col coltello. Non è prevista alcuna forma di stordimento altrimenti il sangue rimanendo all’interno del corpo fa assumere alla carne un colore scuro e ne rovinerebbe il sapore. Invece quando la macellazione viene fatta solo con lo sgozzamento e senza stordimento allora avviene il dissanguamento completo; in questo modo si migliora il sapore e si evita che la carne assuma un colore scuro Gli faccio presente che anche la macellazione tradizionale locale che avveniva nelle stalle dei nostri nonni seguiva la medesima prescrizione. Mi spieghi il significato del termine halāl? Halāl vuol dire che viene fatto qualcosa di lecito, che rispetta la Legge islamica. La macellazione halāl infatti non prevede la macellazione del maiale (animale proibito), mentre è prevista quella dei bovini, ovini, tacchini, polli. Io personalmente macello bovini e ovini, mentre la macellazione halāl di polli e tacchini in Italia avviene solamente nel macello di Forlì. La macellazione halāl essendo una prescrizione della legge islamica prevede anche un rito? Si, prima che avvenga la macellazione si recitano i nomi di Dio [Basmala, "Bi-smi 'llāhi al-Rahmāni al-Rahīmi" (بسم الله الرحمن الرحيم ) (In nome di Dio, Clemente, Misericordioso). Ndr] Oltre alla carne halāl quali altri prodotti si trovano alla macelleria di Said? Oltre alla carne vendiamo altri prodotti gastronomici come il thè, datteri, spezie, cous-cous, prodotti artigianali per la preparazione del cibo; tutto sempre rigorosamente marocchino Ci sono altre macellerie halāl in zona? Nella provincia di Brindisi, oltre a Latiano non ce ne sono altre; prima ce n’era una ad Ostuni poi ha chiuso. La più vicina è a Lecce. Chi sono i clienti che comprano la carne halāl da Said? Marocchini e italiani che spesso vengono da fuori, persino da Lecce. Sicuramente la qualità della carne li convince a venire a Latiano ad acquistarne. Oltretutto noi non compriamo vitelli e agnelli già macellati, quindi la scelta dell’animale avviene quando questo è vivo e ciò ci permette di poter apprezzare lo stato di salute dello stesso animale. Vuoi vedere un video su una macellazione halāl? Gli rispondo che mi piacerebbe e dal telefonino mi mostra la macellazione di un vitello avvenuta al macello di San Giorgio Jonico. Mi spiega con accuratezza i vari momenti. Mi accorgo che gli spettatori del video siamo diventati quattro, infatti si erano uniti a noi altri due amici di Said, anche loro marocchini. Alla fine del video cambio discorso e gli chiedo: da quante persone è composta la comunità marocchina latianese? La comunità marocchina latianese è composta da circa venti famiglie Tu sei qui con la tua famiglia? Si io vivo con la mia famiglia: mia moglie e mio figlio di un anno e nove mesi. Said vuoi dire qualcosa ai lettori di latianoitaca? Venite a comprare la carne halāl da Said! L’intervista a Said, nella sua essenzialità lessicale è stato un importante momento in cui sono emerse sicuramente difficoltà linguistiche mie e del mio interlocutore e una mia precaria conoscenza della tradizione e cultura musulmana. Eppure la affabilità di Said e una comunicazione fatta di gesti, mimi, termini talvolta a metà tra l’italiano e il dialetto hanno permesso di soddisfare la mia curiosità e di conoscere un mondo che talvolta ci viene presentato troppo distante e grave. tratto da : http://latianoitaca.blogspot.it/